Da Biso

16 Via Luigi Ferritto Piedimonte Matese

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A cura di: Claudia Orsino | Consigliato da: Love Matese

Cuozzetielli, polpette e indovinelli. Panni stesi al soffitto tra una polpetta e l'altra nell'osteria dove Oreste accoglie con un fischio

Il fischio interrompe le voci della strada. Poi comincia la musica. È arrivato Oreste. La cucina si apre. “Benvenuti al manicomio!”. Al soffitto panni e vestiti stesi come in un vicolo popolare. L'aria sa di casa e di gioco. Non ci sono formalità e l'accoglienza è quella di un amico che arriva a pranzo senza preavviso. Oreste, per gli amici Bisontone, ha lasciato le brigate di Milano per compiere il viaggio inverso e tornare a casa. La scommessa è offrire un’esperienza tattile e verace, che lascia comunque intuire la tecnica e la consapevolezza di un diverso approccio al cibo. 



Poi c’è il "cuozzetiello", un rito che unisce generazioni e annulla le distanze. Il filone di pane svuotato della mollica diventa il contenitore croccante di sughi, carni, pesce e verdure, e ovviamente di polpette. Il rito del pasto si intreccia alla sfida in un caos organizzato. Oreste passa tra i tavoli e lancia indovinelli o quiz che fermano le forchette a mezz'aria. Le polpette raccontano le stagioni con ripieni di zucca, friggitelli, melanzane. I cuozzetielli traboccano di ragù denso e impongono l'uso delle mani. Il venerdì pesce. Baccalà in pastella, spaghetti ai frutti di mare e alici fritte. Tutto accade in un presente vivace e il confine tra cliente e famiglia scompare.