Wali Hawes e gli alberi di fuoco

Ovunque arriva Wali Hawes cerca e trova materiali di riciclo, anche un carrello del supermercato abbandonato o la carcassa di una vecchia auto possono essere utili. Per i suoi alberi modella camini stretti e crea un spettacolo di fiamme.
Scritto da  - Mercoledì, 27 Gennaio 2010 13:41

Ho conosciuto Wali Hawes due anni fa, in occasione dell’ Incontro Internazionale di Ceramica di Alcora in Spagna. In questa occasione, per i “Forni Metafora”,Hawes, alla guida di un gruppo di persone, ha costruito una parete usando mattoni di argilla cruda. Tanti mattoni disposti tutti simmetricamente che davano l’impressione di un bellissimo tessuto, quasi la pelle di un serpente. Ore dopo e con il calare del sole, questo serpente è stato fatto bruciare dall’interno, con il ventre pieno di brocche, vasi, piatti e piccole sculture di argilla, regalando una grande emozione e illuminando tutta la piazza.

Sono rimasta impressionata dalla capacità di Wali di coinvolgere la gente in un’ attività così solitaria come quella del ceramista, ed è bello vedere come la particolarità della opera di Hawes, che è il lavoro collettivo, rende manifesto e importante il contributo di ogni persona. Wali crea una dimensione dove il ceramista, non più chiuso nel suo studio, condivide le sue idee e dove non esiste nessun segreto tra chi partecipa all’esperienza.

Wali vuole dimostrare che l’esecuzione di un’opera ceramica di grande volume non è un procedimento difficile, segreto o costoso. In ogni luogo dove l’artista arriva, cerca e trova materiali di riciclo, come la segatura, i gusci delle noci, la legna di scarto, perfino un carrello del supermercato abbandonato o la carcassa di una vecchia macchina; e proprio così sono nate le sue opere “Carro armato” e “Macchina”.

L’interesse di Hawes per le grandi costruzioni di terracotta all’aria aperta è nato dopo la sua residenza artistica a Soria, in Spagna, nel 1986, dove sotto la direzione dell’ architetto Erhard Rohmer, costruì un forno di mattoni crudi a forma di bottiglia per cuocere i lavori dei partecipanti al corso: Il “forno opera” bruciando dall’interno creò un risultato meraviglioso.

Nello stesso periodo, Wali viene a conoscenza dei lavori di abitazioni cotte dall‘artista Nader Khalili, queste ideedaranno grande impulso alla sua futura opera. Allontanandosi poi dai propositi di Khalili e fondendo tecniche ceramiche antiche con innovative ricerche moderne, Wali inizia il suo percorso, un cammino che lo ha portato ad illuminare le piazze, i cortili, i campi e tanti spazi in Spagna,Giappone, Inghilterra, Francia e Portogallo. Con gli “Alberi di Fuoco”, Wali è passato dai forni-strumenti ceramici a oggetti d’arte, senza limiti di spazio, arrivando a capovolgere il processo ceramico: le costruzioni, cotte al loro interno, rimangono all’aria aperta dove la pioggia e altri agenti atmosferici disgregano la parte esterna. Per gli “Alberi di Fuoco”, Wali modella camini stretti, creando un’atmosfera riducente, e poi aprendo i registri, i gas volatili bruciano creando un spettacolo di fiamme simile ai rami di un albero.

Wali Hawes è nato in India, a Bombay, nel 1952. Studia sociologia alla Keele University in Inghilterra, poi Ceramica al Braintree College. Dal 1981 lavora in Spagna, dal 1992 in Giappone con sua moglie, la scultrice giapponese Atsuko Iti. Attualmente sviluppa il suo lavoro artistico tra Giappone, Spagna e India. Ha partecipato a diverse mostre, performances, films e residenze artistiche, tra le quali l’International Festival di Aberystwyth Art Centre nel Gales, il IV Festival Internacional du Films sur la Ceramique, Montpellier, Francia, l’International Festival of Ceramics di Pontevedra in Spagna, l’ International Ceramics Festival dell’ Aberrystwyth Art Centr in Galles, e l’ Art-in-Residence a Iga, Mie-Ken in Giappone.

Articolo di Martha Pachon Rodriguez pubblicato nel n° 2 - 2009 di artegìa la Ceramica in Italia e nel mondo

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