Claudio Cuomo: umanità di cartapesta

Benvenuti nella bottega di Claudio Cuomo che racconta storie, personaggi, scene di vita; la sua arte è saper comunicare i sentimenti con carta e colla.
Scritto da  - Venerdì, 08 Gennaio 2010 15:07

A pochi metri dalla brulicante Via San Gregorio Armeno, nel cuore della Napoli antica affollata di presepi e negozi di arte sacra, nella discreta solitudine di via San Nicola a Nilo, si trova Cartapesta, la bottega di Claudio Cuomo. Carta di giornale, talvolta fogli colorati, colla, invisibili strutture di ferro o legno sono la materia di personaggi che trasudano di sentimenti. Nella bottega di Claudio sono in tanti, basta entrare per sfiorarli tutti. All’ingresso, distesa a prendere aria c’è una Pippi Calzelunghe in attesa di asciugatura. Per terra, appena dopo la porta, ci sono Totò e Peppino che guardano verso l’alto: la carta è muta ma sembra udire la famosissima domanda “Noio, volevam savuar... per andare dove dobbiamo andare da che parte dobbiamo andare?”. Non c’è la malafemmina ma vicino al bancone del lavoro una leggerissima Marilyn sembra volare insieme alla fantasia di Claudio, artista che dietro la discrezione nasconde una forte passione.
Ora non c’è più tempo per fare l’insegnante e, per scelta, si dedica alla cartapesta, materiale semplice, silenzioso ed espressivo che trasforma la bottega di Via San Nicola a Nilo in una dimensione in cui teatro, cinema, fotografia, fumetti comunicano con sculture di carta. La bottega di Claudio è una piazza immaginaria, un luogo senza tempo, un punto d’incontro in cui personaggi e situazioni si ritrovano tutti insieme utilizzando un linguaggio univoco creato dalle mani “umide e incollate” del loro creatore.
Con gentilezza Claudio mi presenta Michael Petrucciani, ricurvo e minuto, mentre suona su una tastiera invisibile: geniale pianista jazz d’oltralpe con nonno napoletano, scomparso nel 1999 a 37 anni, sconfitto dalla sindrome delle ossa di cristallo (osteogenesi imperfetta). E’ di cartapesta ma commuove; non parla ma racconta la sua storia; è fermo ma esprime tutto il suo talento. A due passi invece si trova Guido Giannini, fotocamera al collo, esperto reporter napoletano che nella sua lunga carriera ha fotografato genti e strade di Napoli. Tuttora collabora con Claudio che gli ha dedicato una statua di carta ma soprattutto ha creato con la cartapesta le situazioni fotografate dal reporter come la coppia di innamorati che si baciano appoggiati alla loro auto, a un passo da Totò e Peppino prima citati.
Oltre a Petrucciani e Giannini, molti personaggi di Claudio sono monocromatici: realizzati con carta da pacco appaiono come la materializzazione di anime leggere e invisibili che comunicano una delicata umanità. In questo luogo gente di strada senza nome, persone comuni con nome e cognome, figure note convivono tutti in un ideale palcoscenico. Il principe Antonio de Curtis, in arte Totò, nella poetica e leggendaria “’Livella” riportava sullo stesso piano di dignità umana nobiluomini aristocratici e netturbini. Claudio Cuomo fa la stessa cosa con le sue mani che utilizzando carta e colla riescono a raccontare storie, uomini, situazioni in cui l’arte regala leggerezza all’umanità. E’ un’umanità di carta ma vive della sostanza e dei sentimenti di un artista concreto e geniale. “Cartapesta” è un palcoscenico che racconta l’arte della strada e la ricchezza dei semplici ispirandosi a Chaplin e Fellini. Non a caso Geraldine Chaplin conserva alcune “figurine” e una statuetta del padre donate proprio da Claudio in occasione della Festa di Piedigrotta. Lo spazio della bottega è anche molto colorato grazie ai suoi dipinti. Ma quella è un’altra storia e come dice lo stesso autore si tratta di opere più criptiche rispetto alle sculture di carta che, ogni giorno, inventano scenografie diverse e sembrano restituire i molteplici stati d’animo del loro creatore.

INFO E CONTATTI: Cartapesta di Claudio Cuomo, via San Nicola a Nilo 5/c, Napoli; tel. 081.272738, cell. 339.2224330, 328.9556601, www.claudiocuomo.com.

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