Luoghi più o meno comuni

Due chiacchiere con Antonio per capire le origini della geografia.
Scritto da  - Martedì, 05 Gennaio 2010 13:01

Ho lasciato Napoli da un decennio e il mio giornalaio di fiducia, ogni volta che torno in città mi chiede sempre: “Enrì, come si sta a Firenze?” “Antò si sta benissimo in Toscana ma io abito a Castagneto Carducci, una cinquantina di chilometri a sud di Livorno”. Risposta: “Ecchecentra Carducci e Livorno? Scusami Firenze non sta in Toscana?”. Poi incontro Paolone il meccanico che mi fa: “Bella vita a Firenze vero? E l’agriturismo come va?”. Sebbene non abbia niente a che fare con l’agriturismo e non abiti a Firenze è evidente che nell’immaginario collettivo partenopeo Toscana è sinonimo di agriturismo. Relativamente alla condensazione della Toscana nella città di Firenze ecco la spiegazione. A Napoli la “cultura” calcistica ha radici molto profonde e chi non ha mai imparato a scuola la geografia generalmente ha recuperato grazie a 90° minuto e qualche trasferta per seguire la squadra del cuore. Quindi si spiega facilmente come la Toscana sia Firenze (Livorno è una squadra inesistente nel 90° minuto dello scorso secolo), il Friuli Venezia Giulia è Udine e l’Emilia Romagna è Bologna. La Valle d’Aosta potrebbe anche non esistere. E soprattutto esistono località non previste da nessun atlante o carta geografica come Sampdoria. A conferma di ciò il tempo non riesce a cancellare una scritta murale a due passi dall’edicola: Atalanta fogna d’Italia. “Antò, secondo te, il signore che ha scritto su quel muro sa dove si trova Atalanta?” “No, ma per me ha ragione”.

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