Alla scoperta della Napoli sotterranea

Nel ventre di Napoli, dove sole e pioggia non arrivano mai. Dall'epoca greco-romana al terzo millennio, nel segno della storia, della tecnologia, dell’arte.
Scritto da  - Mercoledì, 13 Gennaio 2010 14:49

Non tutti sanno che esiste una Partenope “parallela” dove sole e pioggia non arrivano mai. Questa Napoli gialla di tufo ha visto la luce in epoca greca e romana, oggi vive nell’ombra. Sotto la pelle bruciata dal sole, benedetta dalla pioggia, affollata dall’uomo, profumata di mare, tormentata dalle rughe dell’irrequietezza, abita l’anima buia e misteriosa della città. Là sotto, nel ventre di Napoli, si aprono enormi cavità di un mondo in gran parte sconosciuto dove le dimensioni di spazio e tempo giocano con l’irreale. Passaggi segreti, cisterne, corsi d’acqua, catacombe paleocristiane, ipogei e cave greche sono gli ambienti di un mondo grande tre milioni di metri cubi dei quali solo un terzo, pari a circa 700 cavità, è stato individuato e censito dagli speleologi dal secondo dopoguerra a oggi. Benvenuti nella “città parallela” dove le strade greche e romane sono il negativo delle strade attuali, perfettamente sovrapposte. La città antica e la città modernissima: le catacombe e le strade greche, la tecnologia e l’arte multiforme e colorata della metropolitana più bella d’Europa. Certamente l’unica metropolitana che si può prendere per fare un viaggio nella tecnologia e nell’arte lungo un percorso firmato da artisti contemporanei dove ogni stazione è un museo pulsante di vita e un segno forte in controtendenza con l’antico volto conservatore della città abbandonato all’alba del terzo millennio. Si tratta di un’opera di ingegneria ferroviaria metropolitana di alto livello: il tracciato presenta in alcuni tratti pendenze fino al 55 per mille e raggi di curvatura molto stretti (fino a 160 metri) per consentire di superare dislivelli importanti. Alcune stazioni sono state costruite a notevole profondità: -47 metri Salvator Rosa, - 42 metri Rione Alto. Nel 2002, anno in cui ha cominciato a funzionare a pieno regime, ha trasportato circa 16 milioni di passeggeri. Oltre a risolvere enormi problemi di viabilità urbana la Linea 1 della metropolitana (la vecchia linea è la 2) manda segnali forti nel senso di una riqualificazione urbana nel segno dell’arte. Tutte le stazioni presentano soluzioni architettoniche e installazioni di forte impatto che trasformano luoghi anonimi in momenti di comunicazione visiva e percettiva di grande contenuto artistico. Le stazioni di Materdei e Salvator Rosa sono opera dell’Atelier Mendini (straordinaria la trasformazione esterna di una delle due uscite di Salvator Rosa). Gae Aulenti ha firmato le stazioni del Museo e di piazza Dante, completamente trasformata dopo anni di caos metropolitano. La seconda uscita di Rione Alto invece vede esposte opere di David Tremlett, Giuseppe Zevola, Katharina Sieverding e Marco Anelli.

Viaggiare e passeggiare nella città senza sole significa provare a conoscere l’autenticità dell’essenza partenopea. Metrò a parte ci sono molti percorsi guidati da effettuare a piedi. Penetrare nei suoi pori antichi è come intrufolarsi nel codice genetico di un napoletano verace: in quelle profondità abitano l’inconscio partenopeo, le emozioni, le paure, i sogni di un popolo perennemente in bilico tra i misteri del soprannaturale e l’atavica precarietà del quotidiano. Il culto dei morti, incompreso altrove e negato dalle istituzioni ecclesiastiche, ha in questo “dove” puro e senza tempo il suo luogo originario. Nel sottosuolo si uniscono in un equilibrio tutto napoletano spiritualità e corporeità, illimitata speranza e irrimediabile rassegnazione; laggiù in quel caos primordiale è possibile emozionarsi a contatto dell’ignoto, viaggiare senza carta geografica nella complessità interiore, danzando sulle note mute di un dentro fatto di corpo e anima, dove vita e morte si fondono in un’intima complicità, dove la luce non arriva dal sole ma da una candela.

Vari sono i punti di accesso alla “città parallela”. Ecco la mappa delle porte verso il sottosuolo: Scavi di San Lorenzo: Complesso Monumentale di San Lorenzo Maggiore, via Tribunali 316 - piazza San Gaetano, www.sanlorenzomaggiorenapoli.it. Piazza San Gaetano: Associazione Napoli Sotterranea, Piazza San Gaetano 68, www.napolisotterranea.org. Santa Maria del Purgatorio ad Arco: Via Tribunali 39, tel. 081.5519547. Quartieri Spagnoli: Laes, Libera associazione escursionisti del sottosuolo, via Santa Teresella degli Spagnoli 24, www.lanapolisotterranea.it. Il Cimitero delle Fontanelle: piazza Fontanelle alla Sanità 154, presso la chiesa di Maria Santissima del Carmine; tel. 081.5441305. Catacombe di San Gaudioso: Chiesa di Santa Maria alla Sanità, piazza Sanità, tel. 081.5441305. Catacombe di San Gennaro: Capodimonte, pressi chiesa della Madre del Buon Consiglio; tel. 081.7411071.

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